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Notte prima degli esami

Domani comincia la maturità.

Della mia #notteprimadegliesami non ricordo niente, ma ricordo tutti gli esami.

Feci un tema sul rapporto tra tecnologia, uomo e natura. Lo infarcii di politica. La prof, che la pensava in maniera diametralmente opposta alla mia, vi lascio immaginare quale, mi mise un sei pur non avendoci nemmeno appoggiato la penna. Ci bisticciai all'orale mentre il commissario interno, il prof. Ricci di filosofia e storia, mi prendeva a calci negli stinchi.

Al compito di matematica feci un mezzo casino. C'era un cazzo di problema coi vettori, roba che durante l'anno avevamo fatto si e no una decina di volte. Presi 4 e mezzo. L'orale di italiano, come dicevo, fu pregiudicato dalla mia linguaccia, come successe poi altre cento volte durante l'università e, ahimè, come ancora succede quando mi incrocio con qualcuno che, forte della sua autorità, ne abusa. L'orale di fisica fu, per mia fortuna, eccellente. Fu quello a salvarmi. Mi congedai da quella scuola maledetta con un definitivo e lapidario 36/60, e sono certo che il prof. Ricci ci mise tutta la diplomazia di cui era capace per non farmi bocciare. Non me ne interessai più di tanto. Appena finiti gli orali (ero il secondo del primo giorno) preparai la valigia e partii in treno con due amici, senza una meta precisa. Fu l'ultima estate di vera libertà. A ottobre mi attendeva l'università, quella che mi ha portato qui da voi, con questo mestiere scelto per ripiego, perché quello che avevo sempre sognato di studiare, a quanto pare (così mi venne detto) non dava "da mangiare". 

Non incolpo nessuno se non me stesso, avrei dovuto essere più fermo nel rifiutare questa soluzione di comodo, e mi sarei risparmiato probabilmente anni di studi faticosi e che non volevo fare e un lavoro che tutto mi dà, tranne che soddisfazioni.

Quindi, cari studenti, vi faccio il mio in bocca al lupo, e insieme a quello una raccomandazione: non ascoltate nessuno se non voi stessi. Qualunque soluzione abbiate in mente per il vostro futuro è quella giusta. Non fatevi instradare. Non fatevi influenzare. Abbiate il coraggio che è mancato a me. Perché è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti

Posted in: Riflessioni

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