Ci siamo quasi ragazzi. È quasi estate ormai. Lo testimoniano il meteo, i fuochi d'artificio di giubilo sparati dai fanatici delle temperature sahariane (che pare quest'anno ci faranno compagnia per lungo tempo, ahimè) ma soprattutto i reparti estivi dei negozi d'abbigliamento che cominciano a pullulare di bikini, monokini, pantaloncini e slippini. E insieme a loro, puntuale come le allergie primaverili e i reggaeton estivi - con migo con tigo vamos a Bailar - arriva inesorabile *rullo di tamburi stile 2001 odissea nello spazio* LA PROVA COSTUME, quella sorta di esame di coscienza dopo il quale deciderai se potrai spalmarti al sole senza sembrare un cetaceo spiaggiato o se devi passare i prossimi tre mesi idratandoti all'ombra, rigorosamente vestito da palombaro.
È affascinante notare come l'essere umano, animale dotato di intelletto superiore, si riduca sistematicamente a rincorrere il miracolo a una settimana da giugno.
Praticamente si passa da un giorno all'altro da una dieta a base di carboidrati complessi e pigrizia a un regime alimentare stile Guantanamo fatto di aria, beveroni color evidenziatore e corse disperate all'alba per strade di campagna, sbuffando come la locomotiva dell'Hogwarts Express, con la milza in una mano, il cuore nell'altra, e un cornetto appeso a un bastone davanti alla faccia per correre più veloce. Il tutto per cosa? Per perdere quei due etti di liquidi che riprenderai non appena tornerai a casa e penserai "colazione".
A popolare la fiera del tuo disagio personale poi ci si mettono anche giornali, tv e social che diventano un tripudio di consigli non richiesti: "Cinque trucchi per sgonfiare la pancia", "Come eliminare i fianchi in 48 ore" (spoiler: asportandoseli con una motosega). Ti convincono piano piano che il tuo corpo invernale, quello che hai amorevolmente coccolato con quintali di pringles durante le tue disperate sessioni di binge-watching e che poi in cambio ti ha protetto dal gelido inverno ternano, tipo orso polare, sia in realtà un reato contro il decoro pubblico.
Ma se noi diversamente magri vogliamo davvero superare la prova costume senza rischiare l'arresto cardiaco lungo qualche tratturo campestre, il modo per farlo c'è, è sorprendentemente semplice e non richiede canottiere tecniche né bibitoni al gusto di mirtilli e fieno:
1. Prendete un costume (della vostra taglia attuale, non di quella che sperate di avere dopo tre giorni di digiuno).
2. Indossatelo
3. Sbattetevene il cazzo.
E se qualcuno dovesse guardarvi storto perché non avete gli addominali scolpiti nel marmo di Carrara, ricordate che il grasso corporeo galleggia meglio. In caso di tsunami, sarete voi a salvarvi, mentre i palestrati andranno a fondo come sassi.
Buona tintarella, e che la parmigiana sia con voi.
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