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Maldidentoni

Esiste un particolare cerchio dell'inferno che Dante, nella sua infinita saggezza, ha dimenticato di descrivere. Probabilmente perché, nel momento in cui avrebbe dovuto scriverne, era troppo impegnato a premersi un pezzo di ghiaccio sulla guancia maledicendo l'intero creato. 

Il mal di denti non è un semplice dolore, è il condomino stronzo che usa il martello alle 3 del mattino, ma invece di piantare chiodi per appendere quadri ristruttura la mia mascella.

Tutto è iniziato con la fase di negazione. Ho sentito una stilettata d'avvertimento mentre bevevo il caffè ieri mattina e mi sono detto "ma no, è solo il caffè troppo caldo". Mi sono istantaneamente autoconvinto che sarebbe passato con un po' di collutorio e un momentact, ma il dente aveva altri piani. Stanotte verso le 3 infatti ha cominciato a ballare la techno. TUNZ TUNZ TUNZ, un ritmo sincopato che seguiva perfettamente la mia frequenza cardiaca. In pratica avevo il cuore nel molare superiore destro. Avrei voluto strapparmi via la testa.

Mi sono alzato e ho preso un altro momentact, poi sono andato in bagno. Lo specchio mi ha restituito l'immagine della mia faccia che aveva la stessa espressione del capitano del Titanic mentre guarda l'iceberg avvicinarsi inesorabilmente. Sapevo che la quantità di ibuprofene che ho ingerito da ieri mattina avrebbe potuto distruggermi lo stomaco, ma a questo punto mi andava bene tutto. Avrei accettato anche di perdere l'uso della parola pur di stare meglio, tanto in quel momento riuscivo solo a emettere suoni gutturali simili a quelli di un tricheco in agonia, per cui daje, altro momentact. Sticazzi de lo stomaco.

Verso le 4 si è affacciata alla mia mente, in un momento di lucidità, la prospettiva del dentista, ma piuttosto che passare ore sotto le mani di quell'uomo che ha scelto come missione di vita infilare specchietti e trapani nelle cavità altrui facendoti domande esistenziali mentre hai la bocca spalancata e un aspirasaliva che ti risucchia l'anima, ho seriamente considerato soluzioni più medievali, tipo legare il dente a una freccia e scoccarla o alla coda di un cavallo in corsa. Mi sembrava una prospettiva più dignitosa e meno traumatica di un'altra giornata passata a masticare solo dal lato sinistro come un criceto. 

Comunque se oggi passerete in negozio mi riconoscerete subito: sarò quello con la borsa del ghiaccio sulla faccia, intento a bestemmiare silenziosamente.

Una prece.

Posted in: Medicina

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